quest’oggi vi presento un quadro a cui tengo molto per la sua originalità. L’opera, di Izzo Antonino, trasmette in primo luogo “Calore”, per via dell’equilibrio tra i rossi ed i blu. L’antico Borgo di San Severino che un tempo risonava di voci di bambini, di donne impegnate nei loro lavori domestici, oggi hanno lasciato il posto ai numerosi animali che tranquillamente vivono industurbati tra i ruderi. Ad apprezzare le bellezze di questo posto sono rimasti solo pochi amanti del luogo che ancora lo visitano lasciando le orme del loro passaggio. Il borgo, apparentemente abbandonato, continua a vivere di una vita sua, la Terra nasconde il cuore caldo della montagna su cui sorge. Il calore della terra, i piccoli passi degli animali sono proprio la testimonianza della vita che non si è spenta, ma continua in una nuova forma.
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Quest’opera nasce dalla mia fervida immaginazione nel tentativo di “concretizzare” , se pur visavemente ed in maniera sommaria, i punti salienti della ricerca del punto di ottimo. Ipotizziamo di dover risolvere un problema (non necessariamente di natura matematica) soggetto ad un vincolo che in qualche modo va a caratterizzare la nostra soluzione. Nel quadro dobbiamo identificare la curva argentata con il vincolo in esame, le tre curve sul viola invece rappresentano in questo contesto tre delle possibili soluzioni, mentre i colori rosso e giallo identificano dei parametri su cui basiamo le nostre valutazioni per prendere la nostra decisione. Ottimizzare significa fare la migliore scelta possibile, intrinsicamente ciò implica non solo la capacità di condurre un’analisi ma anche l’esistenza di più soluzioni…in pratica è come trovarsi ad un bivio e dover scegliere la strada da seguire, ovviamente le nostre valutazioni si baseranno su dei parametri quali l’esistenza di un sentiero, le tracce lasciate da chi è passato prima di noi o più semplicemente sulla brevità del percorso. Immagginando di voler massimizzare la contemporanea coesistenza del rosso e del giallo ovviamente, nel nostro caso, nessuna delle soluzioni indicate è la migliore, tuttavia esse delimitano delle “regioni” in cui troveremo, con un’analisi più approfondita, la soluzione cercata. La scelta di non identificare una precisa soluzione come quella ottima è stata voluta al fine di consentire a chiunque guardi questo quadro di divertarne esso stesso il “protagonista” andando alla ricerca di una sua soluzione in risposta al problema che ognuno si è posto. La soluzione “vera” almeno sul piano personale non credo che sia univoca , tuttavia penso sia importante cercarla continuamente al fine di migliorare costantemente noi stessi ed il mondo che ci circonda…in altre parole bisogna investire idee, sogni, speranze, capacità e soldi nella ricerca.
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La Poesia come ogni arte muta, acquista nuovi segni distintivi benchè sfrutti simboli e caratteri comuni. Cari Amici vi presento un nuovo modo di fare poesia, ad una prima lettura si nota subito la particolarità della composizione che non è più quella classica in quanto nasce per scambiarsi emozioni tramite messaggi sul cellulare, pertanto si arricchisce di alcune “licenze poetiche” sui plurali dei verbi tipiche del linguaggio del sms, in cui vengono adottate in genere un gran numero di abbreviazioni, troncamenti e simboli. Il poeta, che desidera essere noto semplicemente come Giuseppe, è un uomo di gran senso umoristico, semplice nei modi e con un animo molto sensibile benchè voglia apparire una persona “leggera” nel senso che sembra non prendere mai nulla sul serio, mentre dentro di sè nasconde un forte senso di malessere legato forse alle persone che hanno toccato il suo cuore e in qualche modo non capito… lasciato solo prematuramente. Tra le tante poesie vi presento “Vivi”, in quanto penso che rappresenti molto Giuseppe, uomo giovanile che tuttavia ha dietro di sè diversi natali, alcuni più felici di altri, ognuno con un bagaglio di emozioni diverse che non solo lo hanno reso la persona di oggi, ma lo hanno reso una persona unica. Questa poesia grida al mondo che ognuno di Noi, e non solo chi può reclamarne la paternità, è una persona senza euguali per via della vita stessa, madre delle nostre esperienze e del nostro modo d’essere.
Vivi
Vivi nella vecchia fattoria
dove nasce il luogo della tua vita,
nasce con te
i tuoi ricordi d’infanzia,
nasce con te
i simili di nessuno.
La seguente poesia non credo debba essere accompagnata da nessun commento, il titolo, la parola più dolce che si possa mai pronunciare, già racchiude in sè più di quanto si possa dire:
A Mamma
Cammina su strade da mille percorsi insidiosi
Lei viaggia in un mondo fatto di idee
e con sè
il pianto dei ricordi di cenere
nulla può essere sottoscritto
e perciò
inizia a vivere nella vita gioiosa
in un crescente angolo di vita armoniosa.
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Il concetto di arte per molti è limitato ad alcune forme ben precise, tra cui possiamo citare l’opera pittorica e scultorea. In realtà l’arte è un concetto in continua evoluzione non solo nel tempo ma anche nel contesto in cui viene calato. Per i Romani l’arte si scinde in due categorie: le arti meccaniche e le arti liberali, nella prima rientra ogni attività pratica volta a progettare o costruire qualcosa, mentre nella seconda rientrano le attività letterarie e scientifiche. Secondo Platone l’arte invece è la traduzione dell’artigianato, visto come la copia di un oggetto che a sua volta è la copia di un’idea, in quanto si limita a riprodurre l’immagine di cose che a loro volta sono riproduzione dell’idea. Tutto è imitazione, quindi “l’artista” non fa altro che imitare qualcosa di già esistente, si viene così ad annullare la fase di progettazione dell’oggetto passando direttamente alla sua realizzazione. Il Croce, diversamente, intende l’opera d’arte come una sorta di “intuizione lirica” che accade nella mente, da distinguersi dalla traduzione e dalla realizzazione materiale. Per altri ancora l’opera d’arte può essere definita tale a seconda sel contesto culturale in cui è immersa. Personalmente credo che l’arte è il linguaggio per eccellenza che ci permette di dialogare con il nostro Io e, nel contempo, con il resto del mondo attraverso il tempo e lo spazio. Suoni, colori e forme sono i “simboli” di cui si compone per dare consistenza ed intensità ad un pensiero, una sensazione…ad uno stato d’animo.
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La terza serata di A.GA.T.A. si è aperta con la”Sfinge”, un gioco che ha destato molta curiosità ed interesse sia nella popolazione che nei turisti. Il gioco consiste nel cercare e risolvere gli indovinelli collocati lungo il percorso … è divertente sia da soli che in gruppi.
Vi invito ad organizzarvi con gli amici, dividervi in squadre e vedere chi vince…vi assicuro che la vittoria non è così scontata!
La sfinge in fondo è un modo simpatico, adatto a grandi e piccini, di unire il divertimento alla cultura, infatti lungo il percorso non mancano le mostre d’arte e di artigianato locale…
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