Il concetto di arte per molti è limitato ad alcune forme ben precise, tra cui possiamo citare l’opera pittorica e scultorea. In realtà l’arte è un concetto in continua evoluzione non solo nel tempo ma anche nel contesto in cui viene calato. Per i Romani l’arte si scinde in due categorie: le arti meccaniche e le arti liberali, nella prima rientra ogni attività pratica volta a progettare o costruire qualcosa, mentre nella seconda rientrano le attività letterarie e scientifiche. Secondo Platone l’arte invece è la traduzione dell’artigianato, visto come la copia di un oggetto che a sua volta è la copia di un’idea, in quanto si limita a riprodurre l’immagine di cose che a loro volta sono riproduzione dell’idea. Tutto è imitazione, quindi “l’artista” non fa altro che imitare qualcosa di già esistente, si viene così ad annullare la fase di progettazione dell’oggetto passando direttamente alla sua realizzazione. Il Croce, diversamente, intende l’opera d’arte come una sorta di “intuizione lirica” che accade nella mente, da distinguersi dalla traduzione e dalla realizzazione materiale. Per altri ancora l’opera d’arte può essere definita tale a seconda sel contesto culturale in cui è immersa. Personalmente credo che l’arte è il linguaggio per eccellenza che ci permette di dialogare con il nostro Io e, nel contempo, con il resto del mondo attraverso il tempo e lo spazio. Suoni, colori e forme sono i “simboli” di cui si compone per dare consistenza ed intensità ad un pensiero, una sensazione…ad uno stato d’animo.